Come avviare la libera professione

Che tu sia un aspirante Biologo Nutrizionista o Dietista, in questo articolo troverai informazioni utili per avviare la libera professione. L’apertura della Partiva IVA è sempre una scelta che genera timori e incertezze per il fatto di dover gestire autonomamente la Professione, con rischi annessi e connessi. Cercheremo di chiarire i tuoi dubbi, spiegandoti anche i vantaggi e gli svantaggi di svolgere la libera Professione.

Prima di iniziare a svolgere la professione come libero professionista è necessario possedere una laurea. Il Dietista oltre al superamento dell’esame finale di laurea, che ha valore abilitante all’esercizio della professione, deve iscriversi all’Ordine dei Dietisti (istituito nel Luglio 2018; consulta l’ANDID per maggiori informazioni). Stessa cosa per il Biologo Nutrizionista che, oltre a possedere un titolo accademico idoneo, deve iscriversi all’Ordine dei Biologi (ONB) il quale conferisce il titolo giudirico per svolgere la professione.

Come aprire la Partita Iva

Chiariamo subito un punto: è obbligatorio aprire la Partita IVA anche se non si superano 5.000 € annui. Quello che conta è lo svolgimento della professione in maniera abituale e continuativa. Questo significa che nel momento in cui la vostra attività diventa regolare e stabile scatta l’obbligo della Partita IVA, anche se non si supera la soglia dei 5.000 € annui.

Nel caso in cui svolgiate l’attività in maniera occasionale potete utilizzare il nuovo contratto di prestazione occasione “prestO” oppure la tradizionale ricevuta con ritenuta d’acconto.

Aprire la Partita IVA non richiede molto tempo ed è assolutamente gratuito. Puoi affidarti ad un commercialista, recarti presso un Caf (Centri Assistenza Fiscale) oppure puoi farlo tu stesso online (segui le indicazioni sul sito dell’Agenzia delle Entrate).

Noi consigliamo sempre di affidarsi ad un professionista, che saprà valutare nel migliore dei modi il tuo caso e consigliarti una soluzione ad hoc.

Regime Fiscale

L’ordinamento italiano prevede due regimi fiscali:

1. Regime Forfettario, con un limite dei ricavi e compensi di 65.000 € annui.
2. Regime Ordinario

Per aprire una partita IVA a regime forfettario, quindi agevolato, bisogna verificare di essere in possesso di determinati requisiti. Solitamente quando si inizia un’attività da libero professionista si aderisce a questo regime fiscale.

I vantaggi del forfettario sono diversi:

  1. IVA semplificata
    Il regime forfettario è esente da IVA. Dunque nelle Fatture non dovrete inserirla.
  2. Unica imposta
    Il regime agevolato prevede un’imposta sostitutiva molto bassa, del 5% o del 15%, a seconda se si aderisce a quello “start-up” o meno. Questo significa che non si pagheranno altre imposte.
  3. Nessuna ritenuta d’acconto
    Oltre all’IVA, il forfettario è esente dalla ritenuta d’acconto.

Va ricordato che tutte le prestazioni sanitarie, indipendentemente dal fatto che tu sia un Biologo Nutrizionista o un Dietista, sono esenti da IVA. Inoltre con il regime semplificato non c’è l’obbligo di emettere la Fattura Elettronica, che invece è presente nel Regime Ordinario.

Codice Ateco

Il prossimo passo è la scelta del Codice Ateco, che va scelto a seconda della tipologia di professione che si andrà a svolgere. Il codice Ateco per il Biologo Nutrizionista è 72.11.00 “Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle biotecnologie”. Quello previsto per la professione di Dietista è invece 86.90.29 “Altre attività paramediche indipendenti NCA”.

Il codice Ateco è molto importante perchè determina il reddito imponibile, sul quale verranno calcolate e quindi pagate le imposte. L’imponibile si ottiene moltiplicando il fatturato con un coefficiente di redditività, previsto per quel determinato codice Ateco.

Cassa Previdenziale e Contributi

I Biologi Nutrizionisti hanno una propria cassa previdenziale, l’ENPAB, alla quale è obbligatoria l’iscrizione per svolgere la professione. I contributi previsti sono di 3 tipologie:

  • Soggettivi: il 15% del reddito netto di lavoro autonomo;
  • Integrativi: il 4% dell’importo di ogni fattura sia per la clientela privata che in favore della pubblica amministrazione;
  • Maternità: una somma di € 103,29 una tantum (annuale);

Il Dietisti invece non hanno una propria cassa previdenziale e dunque i contributi saranno versati alla gestione separata dell’INPS, che prevede un’aliquota del 25,72% (25% + 0,72% per la maternità) annuali calcolata sull’imponibile.

Inoltre, anche l’Inps prevede un contributo integrativo pari al 4% dell’importo di ogni fattura. Per maggiori informazioni consulta questa circolare INPS del 6 Febbraio 2019.

Assicurazione Professionale

Il Decreto Legge n°138/2011 ha introdotto l’obbligo per tutti i professionisti di dotarsi di Assicurazione Professionale, a tutela propria e del paziente, contro il rischio derivante dall’esercizio della propria attività.

Per i Biologi Nutrizionisti l’ENPAB ha stipulato una convezione assicurativa RC Professionale, riservata ai soli iscritti. Consulta il sito per maggiori informazioni.

Libera Professione, la scelta giusta?

Come anticipato all’inizio dell’articolo, la libera professione espone la propria attività ad alcuni rischi. Primo su tutti è la non garanzia del paziente. Ovvero bisogna gestire autonomamente anche la ricerca dei propri pazienti attraverso la promozione di sé stessi e delle proprie competenze. Cosa che invece non avviene (almeno non obbligatoriamente) se si collabora con una struttura, come una farmacia, una palestra o un poliambulatorio.

Avere inoltre uno Studio proprio implica il dover sostenere dei costi fissi (affitto, utenze…) e le spese di tutte le attrezzature necessarie per lo svolgimento dell’attività in maniera autonoma. Le collaborazioni invece prevedono solitamente un corrispettivo in provvigioni (calcolate secondo diverse modalità) alla struttura e il vantaggio più significativo risulta l’avere a disposizione i contatti e i clienti/pazienti della struttura, senza necessariamente doverli cercare.

Infine con la Partita IVA si ha la possibilità di lavorare con più realtà contemporaneamente, che è una pratica molto diffusa tra Biologi Nutrizionisti e Dietisti.


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